Politicamente parlando

Posted: 28th February 2013 by Daniele in Riflessioni

In questi giorni in molti, più o meno privatamente, mi hanno chiesto per chi ho votato.

Dai miei post su Facebook sicuramente avrete capito che non sto a destra, non ho difficoltà a dirvi che ho votato PD, Renzi alle primarie e poi, come un voto democratico chiede (per capirci come fanno negli USA) ho votato per Bersani anche perchè Renzi, contrariamente a quanto pronosticato da molti, ha accettato la sconfitta e si è messo a disposizione del partito e in questo nostro paese pare sia una rarità.

Poi il voto, che ci ha consegnato un’Italia divisa, non più in due ma in tre, da li le liti, anche sui social network, gente che chiede a chi ha votato PDL di andarsene dagli amici e via discorrendo.

Vorrei spiegare, o almeno tentare, perchè molti hanno reagito così, dipende solo da una persona di quel partito e non da tutto il partito, io ad esempio ho meno difficoltà a parlare con uno di Casa Pound che con un Berlusconiano, si badi che non ho detto elettore del PDL perchè credo che ci sia differenza.

La destra e il centrodestra ci sono sempre stati in Italia, erano avversari politici ma si era concordi almeno sul principio di onestà e trasparenza, quelli che votano Berlusconi passano troppo facilmente sopra le sue colpe liquidandole con un semplice “Uno a casa sua fa ciò che vuole” non funziona così, fatevene una ragione, se sei il presidente del consiglio devi essere più specchiato ed onesto di tutti perchè se fai una cazzata si ripercuote sul paese, anche economicamente.

Lo so, anche a me rompe le palle il fatto che lo spread sia sensibile anche al fatto di chi si scopa chi ma è così, ci dobbiamo convivere e non è vero che non influisce sulla nostra vita, chiunque paga un mutuo sa che lo spread influisce direttamente sull’importo della rata mensile.

Per me e per tanti altri è stato incredibile vedere che molti hanno creduto alla storia dell’IMU, attenzione, non dico che non lo avrebbe fatto, lo avrebbe fatto eccome! Esattamente come fece con l’ICI, impoverendo i comuni che, ad esempio, si ritrovarono e si ritrovano, senza fondi per fare manifestazioni e spettacoli estivi e quindi c’è tutta una serie di figure professionali, compresa la mia, che non lavorano, hanno meno soldi e spendono meno.

L’abolizione dell’ICI è stata una gran cazzata, per recuperare quei soldi è nata l’IMU, ingiusta e fallimentare nel suo essere perchè ha contribuito non poco a fare incazzare ancora di più gli italiani visto che poi i privilegi della cosiddetta casta sembrano intoccabili

Attenzione, tagliando i parlamentari e i loro privilegi e stipendi non è che improvvisamente il buco sparisce ma almeno sarebbe un segnale, sarebbe come dire “Ehi, anche noi viviamo in Italia, dai facciamo tutti insieme un sacrificio” invece mai come ora il Parlamento sembra un’isola da qualche parte nel mediterraneo, un’isola dove i suoi abitanti prendono stipendi da favola, non pagano treni e aerei e vivono in case bellissime comprate a loro insaputa.

Questo vede le gente e in questo calderone ci finisce anche chi tenta di fare qualcosa di buono, perchè ci sono, solo che i giornali si vendono di più mettendoci la gente che ruba e fa feste…se per strada due vengono alle mani per uno stop mancato la gente si ferma a guardare, se un tizio si ferma per dare la precedenza non lo caga nessuno, è la natura umana, le cose buone non fanno notizia.

Ora starò a vedere, il partito che ha avuto il mio voto ha preso una bella batosta ma ha l’occasione rara nella storia di una civiltà, di fare davvero qualcosa di concreto, io non voglio credere che quello spirito sia andato totalmente perso.

Un’ultima riflessione, i votanti di Silvio Berlusconi (a parte rari casi) si comportano come quelli che votavano DC, non sapevi mai dove fossero ma c’erano, eccome, si nascondono, quasi si vergognano di averlo votato, mio nonno era iscritto al PSI negli anni trenta, quando si andava in galera per quel motivo ma non si è mai nascosto, nella casa dove è cresciuto mio padre a Quiliano (paesino vicino Savona) c’era il comando Nazista ma mio nonno ha sempre rifiutato di prendere la tessera del Partito Fascista, oggi gli darebbero del coglione probabilmente… con questo cosa voglio dire? che il mio sogno è vivere in un paese dove possiamo apertamente dirci per chi abbiamo votato perchè tolte le differenze di programma e, se volete, fede politica, parleremmo comunque di persone degne di sedersi su quelle poltrone.

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il Walter, il palco ed io

Posted: 18th February 2013 by Daniele in News

…e sono ancora li, dietro la quinta, da pochi secondi sono solo ed è uno dei rari momenti in questi giorni, prima di me ci sono due giovani comici Andrea e Alessandro, sono molto fiero di loro, fanno parte del mio lab ma non c’è tempo ora per questo, hanno finito e sento l’applauso, forte.

Stare qui, strano, ti capita quello che dicono succeda quando muori, ti ripassa la vita davanti, infatti sto morendo, dopo vent’anni di mestiere e ore nelle quinte ad aspettare di sentire il mio nome, questa cosa non è mai cambiata, rivedo me bambino davanti alla TV con tutta la mia famiglia a guardare Walter Chiari con mia madre che dice “Che bravo e poi chissà come farà a ricordare tutto, io morirei di paura e imbarazzo” mia sorella intenta ad ascoltare e ridere, mio padre col sorriso stampato e io che penso “Vedrete, un giorno vi farò vedere come si fa a non aver paura, un giorno ci sarò io”

Ed eccomi qui, e ho paura, penso che forse anche il grande Walter l’avesse, in più lui era in diretta, io registro, dai, mi dico, se va male puoi rifare… a questo pensiero scatta il panico, non ho studiato abbastanza, non l’ho provato abbastanza, il pezzo non fa ridere, quella battuta è una cazzata…mio Dio CHE CAZZO CI FACCIO QUI! Ma perchè non succede qualcosa, che so, magari si stacca un faro, si rompono tutte le telecamere e tutte insieme… calma, devi stare calmo, lo hai fatto un milione di volte, ora dicono il tuo nome, la gente applaude, esci con una corsetta, senza esagerare che sei un ciccione e poi hai il fiato corto, e parti col pezzo, secco, senza preamboli, la gente ride, applaude e poi via…e se non succede? Non dire cazzate, in prova hanno riso, le altre sere hanno riso, sei un comico e sei bravo, sei il migliore di tutti!

…da Genova Daniele Racoooo…eccomi, ci sono, buonasera, saluto perchè è buona norma, perchè sto entrando in casa della gente, anche questo l’ho imparato dal Walter e poi via col pezzo, arriva la prima risata e il resto vola liscio, me la godo, me lo merito…

Ricordo ancora la prima volta, arrivarono tanti messaggi dopo, amici e parenti, ne ricordo uno “Grande fratellino, il mio applauso oggi è per te”

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Un pochino di satira…

Posted: 7th February 2013 by Daniele in Riflessioni

Ancora pochi giorni e ci saremo tolti il pensiero, basta tribune politiche, sondaggi… “Quale agenda preferisce quella di Monti o quella di Berlusconi?” Non so cosa ci sia in quella di Monti ma scelgo quella di Berlusconi se non altro per i numeri di telefono…

Che poi io ci credo che Silvio non abbia fatto sesso con Ruby, la spiegazione è nel nome, Ruby Rubacuori, rubacuori, ladra…e il sesso fra colleghi non è mai una bella idea.

E comunque il problema di Berlusconi non è il suo appetito sessuale, voglio dire John Kennedy è ancora oggi amatissimo eppure era malato di gnagna, non so se lo sapete ma la F in JFK non vuol dire Fitzgerald…

Il problema sta nel fatto che i nostri politici mancano di comunicazione, non sanno inventare frasi convincenti come il “Yes, we can” di Obama, siamo indietro anni luce, voglio dire, qui facciamo fatica ad avere dei nomi di partiti normali, “Movimento 5 stelle” che poi tanto appena arriveranno a Roma si integreranno e rinomineranno  “Movimento 5 stelle lusso”

Il partito di Ingroia che ha messo anche il nome nel simbolo, Silvio ha detto “Se non fosse per quella consonante di troppo sarebbe da farci un’alleanza” com’è che si chiama? “Rivoluzione civile” ma che cazzo di nome è? La rivoluzione non è civile! La rivoluzione è la rivoluzione, prendi la rivoluzione francese, civile?

“Guardi, mi scusi, dovremmo tagliarle la testa” “Beh si, capisco, gradirei la sfumatura alta”

ma chi cazzo si inventa certi nomi? Deve essere lo stesso autore della perla “Anarchici informali” Ma chi sono gli anarchici informali? Sono quelli che vanno a mettere le bombe così come si trovano, senza dare troppa importanza ai vestiti.

California 2003, Arnold Swarzenegger diventa governatore grazie ad uno slogan che fa stampare su migliaia di T Shirt insieme alla sua foto di quando vinse Mister Olimpia, quando aveva i muscoli anche sulle sopracciglia “Il mio governatore può rompere il culo al tuo”

Geniale! Quando ci sarà uno così in Italia? Io ancora ricordo alcuni candidati liguri…

Ottonello che fece uno spot in radio con due vecchi…

”Cosa fai il 4 e il 5 di aprile?”

“Non so”

“Io vado a votore per Forza Italia, c’è un mio amico, si chiama Ottonello”

“E come si fa a votare per Ottonello?”

domanda che si presta a due interpretazioni, la prima “Come si fa a votare per l’ottimo signor Ottonello?” la seconda “Ma come cazzo si fa a votare per Ottonello?” Eletto!

Bruzzone, Lega Nord, si beccò tutti i voti dei cacciatori presentarsi in tele vestito da cacciatore e dicendo “Contro le leggi ambientaliste dei verdi, per tornare a sparare liberamente nei nostri bei boschi” gli tagliarono il finale “Possibilmente contro i negri e i zingari”

Ma il più incredibile ad oggi e D’Anna, estrema destra, candidato alla presidenza della regione Liguria, lui di mestiere vende gioielli in TV il che moralmente lo pone una tacca sotto gli stupratori seriali, fece uno spot che ancora oggi nessuno ha capito “Per vent’anni la sinistra non ha fatto nulla, per cinque anni la destra non ha fatto nulla” Il minimo sindacale è “Vota me che ti metto a posto le cose” no, lui parte per la tangente “Se viene un po’ di freddo moriamo congelati!” in Liguria? Ma se andiamo in moto a dicembre! Insomma prese cinque voti, in famiglia sono sei, sta ancora cercando il franco tiratore tra i figli!

Anche in Italia c’è qualcuno che sa comunicare, qualcuno che è stato eletto grazie ad uno slogan nonostante il pronostico avverso, Niky Vendola,  che secondo me sarebbe anche un ottimo premier, solo che non siamo pronti, non tanto perché sia omosessuale, è il pensiero di avere una first lady che si fa la barba…comunque lui è presidente della Puglia, che fino a quel momento era una regione di destra e lui non è uno di sinistra ma che che prima era un po’ democristiano, lui è comunista, comunista, comunista, mangiabambini e per di più gay, roba che non sai cosa dire per primo a tua madre…lui fu eletto perché fece fare migliaia di T Shirt con la sua faccia e lo slogan “Il presidente della mia regione può rompere il culo al tuo…e non è tanto per dire…”

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Life is a cabaret!

Posted: 30th January 2013 by Daniele in News

La cosa di cui vado più fiero è che in vent’anni di onorata carriera comica raramente ho messo una parrucca per far ridere, a mia memoria una volta al comedy club (l’uomo felice) e la misi solo per cazzeggio, quella gag era tremenda anche senza la parrucca.

Mettiamo subito in chiaro che non ho nulla contro chi lo fa, anzi, ho molta stima di chi sa creare un personaggio, cosa che ritengo difficilissima da fare; spesso vedo giovani comici vestirsi in maniera che ritengono buffa solo perchè così pensano di arrivare in TV (il guaio è che alle volte ci riescono pure) mentre fare un personaggio è molto più complesso.

Il personaggio deve avere una vita, anche se non viene raccontata la si deve intuire, ottimi esempi sono il Mattia Passadore di Enzo Paci o il Jhonny Groove di Giovanni Vernia o anche il Prof. Ornano, funzionano perchè esistono, hanno uno spessore, sono vivi.

Io non ci sono mai riuscito, l’unica vita che sono stato in grado di raccontare è la mia, caricandola, trovando il lato comico, certo, come potrebbe essere altrimenti, inventando pochissimo.

La mamma dei miei racconti in realtà è mia zia Rosa, una donna eccezionale, emigrata in Canada molti anni fa e da me definita come l’ambasciata italiana a Toronto per la grande quantità di gente che ha aiutato nella sua vita, una donna incredibile, a volte brusca nei modi ma di una dolcezza infinita e sempre preoccupata che tutti mangiassero a sufficienza.

Mi è stato detto che fare il monologhista è come volteggiare sul trapezio senza rete, bella similitudine, per me che sono in sovrappeso non adattissima, ma rende l’idea.

Ci ho provato con il wrestling, mi sono dato un nome fichissimo, Kombat Komedian ma quando combatto la gente grida “Raco! Raco!” e mi manda in vacca l’unico personaggio che ho provato a fare vivere, sarà perchè in fondo sone le mie due anime, la realtà e il sogno o forse, più probabilmente, non tutti sanno l’inglese e Raco è fatto di due sillabe.

Per concludere quindi, da vent’anni non mi posso nascondere dietro una maschera per far ridere e quindi sono sempre io, su e giù dal palco e se mando a cagare un tizio che mi disturba durante lo spettacolo non posso farlo da personaggio e quindi devo assumermi tutte le responsabilità del caso, insomma una vitaccia resa allegra da qualche cosetta:

-viaggio leggero senza valige con accessori e vestiti

-posso improvvisare uno show praticamente ovunque

-in estate per il motivo al punto uno vado alle serate in moto

-non corro pericoli di schizofrenia

Direi che è tutto. Anche io non ho nulla da aggiungere. Nemmeno io. Idem.

 

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Le donne di Genova

Posted: 23rd January 2013 by Daniele in News

Ultimo pezzullo prodotto con il contributo di Stefano Lasagna e Matteo Monforte, che ne pensate?

Se sei un uomo genovese e hai una vita sessuale delle due l’una: o sei davvero un tipo speciale o i tuoi genitori ti hanno mentito e sei stato adottato.

Le donne genovesi sono diverse, sono particolari, vivono il sesso in maniera tutta loro…quando gli stessi Genovesi ammettono di essere chiusi è perché pensano alle gambe delle loro donne.

Provate a mangiare un sacchetto di puntine e ricagarlo, ecco, la faccia che farete è quella che ha una qualsiasi ragazza genovese che deve salutarti per strada, sono le uniche che prendono l’aperitivo da sole, sentono il feromone maschile a centinaia di metri e diventano delle iene, stanno sedute e non bevono nulla perché anche il cameriere ha paura di avvicinarsi.

Sarà il fatto che il verbo “dare” in tutte le sue declinazioni, compreso quindi “darla” – sottinteso senza un compenso quindi in pratica regalarla – alle donne genovesi causa immediatamente mal di testa. Non servono Aspirine (costano troppo, al limite qualche farmaco generico), basta che in qualche modo si riesca a farle sentire molto sicure del loro investimento, perché consumare un bene primario senza guadagno non rientra nei loro business plan.

Attenzione però: non si sta parlando di soldi, perché altrimenti sarebbero bagasce, e le bagasce a Genova non hanno mica vita facile: lavorano perché ormai i genovesi sono pochi, non a caso è dai tempi del Doge che le bagasce esistono grazie ai marinai e agli stranieri;  se fosse per i Genovesi non esisterebbero…ma te lo vedi un Genovese che paga per fare sesso? Magari con due mani belle sane? Un Genovese DOC pensa: “Belin, piuttosto di pagare una mi faccio mia moglie, che tanto con la formula ‘Matrimonio tutto compreso’ mi viene di diritto“, Se a Genova ci fossero solo Genovesi il comune dovrebbe organizzarsi per spolverare le bagasce una volta al mese, e farle un po’ girare per evitare le piaghe da decubito.

La cosa triste è che siamo talmente abituati a questo andazzo che quando ci capita di andare in un’altra città…e non sto parlando di Rio de Janeiro o Bangkok…basta arrivare a Bologna, per non parlare di Napoli…ci sono donne bellissime che ti rivolgono la parola per prime, giuro. In questi casi di solito un Genovese non risponde neanche, per le prime tre volte, anzi si gira a guardarsi alle spalle per vedere con chi sta parlando la tizia. Una volta un mio amico ha visto che dietro non aveva nessuno ed è svenuto per l’emozione.

Genova è l’unica città dove se vai a ballare vedi solo donne sedute sui divanetti… ma non perché sno brutte… perché sono fighe, è un controsenso e non funziona neanche se sei tu a prendere l’iniziativa, con una donna genovese: sembra che non appena una capisce di essere non dico carina, ma anche solo passabile, perda istantaneamente l’udito.

A Genova non esistono locali di scambisti. Il Genovese pensa: “Fammi capire, posso scoparmi mia moglie a casa, gratis, e devo venire qui e pagare il biglietto per farla scopare a te?” E non decollano neanche gli annunci porno sui giornali, tipo “Coppia genovese cerca altre coppie per serate piacevoli. Possiamo ospitare.” Come sarebbe, “possiamo ospitare”? Ma si è mai visto un Genovese che ti invita a casa sua, se non ti conosce da almeno trent’anni? E anche in quei casi, se sa che arrivi nasconde l’argenteria e i liquori quelli buoni (che gli hanno regalato a Natale) e mette nel carrello la grappa e il limoncino blu quelli della LIDL. Il Genovese pensa “Belin, non ho capito: vieni in casa mia, mi tocca darti da mangiare e magari da bere, tutto agratis, e poi alla fine ti scopi anche mia moglie? Non so, se vuoi ti lavo la macchina prima che vai via.”

Alcuni Genovesi un po’ imbastarditi vanno a puttane nei vicoli e chiedono se possono pagare con i Ticket Restaurant, ma siccome gli importi dei ticket non sono mai arrotondati alla fine non ci vanno perché la bagascia non vuole fare un buono a scalare.

Del resto le avete mai viste quando guidano il motorino? Sedute in punta…  così, appollaiate… sull’osso sacro, nemmeno al sellino la vogliono far vedere…

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Sliding doors

Posted: 15th January 2013 by Daniele in News

Interno notte.
Come al solito non dormo, mi succede spesso ultimamente e comincio a sentirlo addosso, ovviamente penso, faccio riassunti, rivivo la mia vita, le porte e le strade che ho preso e che mi portano ad essere dove sono e la persona che sono, rivedo gli errori, tanti, forse troppi.
Dal punto di vista personale molti scivoloni, tanti pericoli corsi incoscientemente, l’alcol e le droghe, oggi possiamo dire “errori di gioventù” ma conosco tanta gente che vive benissimo senza averli commessi, erano tappe sicuramente evitabili.
Una ex moglie che, non me ne voglia, ma è stata un errore, come io per lei del resto, eravamo sbagliati, male assortiti, vivevamo a velocità diverse, la vita ci ha travolti, vero, ma ci ha anche dato un meraviglioso figlio che oggi è un ragazzo davvero speciale… finalmente un pò di pace nella testa, pensare a lui, pur con tutte le sane paure ed apprensioni di un genitore, mi fa stare bene.
Oggi ho una compagna che non trovo aggettivi per descrivere, è tutto quello che vorrei essere io, è forte e concreta, senza fronzoli, senza troppe smancerie, affronta la vita e le sue curve a muso duro e senza mai indietreggiare di un passo, ci provo ma alle volte è lei che deve fermarsi ed aspettarmi, mi ha dato un secondo figlio, inaspettato come un bellissimo regalo, bello e indomabile già a quattro anni, giusto ieri ho detto che lui è come vorrei essere, esattamente come sua madre.
Se, come spesso faccio, ripenso alla mia vita professionale mi sento una specie di Forrest Gump, in vent’anni ho incontrato e spesso lavorato, con i big della comicità ma non ero mai nel posto giusto al momento giusto o forse non ero giusto io, insomma troppe volte ho perso il treno o non mi sono accorto che c’era un treno da prendere.
Spesso ci si è messa anche la sfortuna, non dico di no, come quando dovevo andare al Costanzo show, che all’epoca era il top per un comico, ma finì la prima edizione del Grande Fratello e la sedia che fino ad allora era stata riservata al comico, venne occupata dagli ex concorrenti ora nuovi idoli del pubblico, ripensandoci penso sia stato il passaggio, il punto, in cui lo spettacolo in TV è sceso di una tacca.
Mi viene anche in mente la copertina di Ballarò, ero nella lista dei comici, poi Crozza (che ammiro infinitamente) divenne, giustamente, l’unico.
Ho fatto anche un libro (sono tre veramente ma i primi due erano esperimenti) con Mondadori, quando il mercato dei libri dei comici era saturo e in discesa, insomma quella tacca l’ho messa tardi, prefazione di Gino & Michele però, un piccolo sogno realizzato, a parte tutto ne vado fiero.
Poi c’è Zelig, la mia grande opportunità, per anni ho sprecato anche questa giocandomi, alle volte davvero male, le mie possibilità, ci sono arrivato quando quelli della mia generazione erano già famosissimi e i nuovi comici scalpitavano per entrare con la freschezza e l’energia dalla loro.
Facendo un paragone con il wrestling (come non farlo?) oggi sono un mid carder, sarebbe a dire uno che serve allo show ma che non è fondamentale, quando non c’è la gente non si domanda dove sia, non ci sono cartelli per lui è il suo merchandising non vende.
Ecco, questo sono io, un onesto lavoratore della comicità, che forse ha qualcosa da dire ancora ma che potrebbe anche dire da un momento all’altro che va bene così, che può anche bastare, in fondo ho fatto quello che volevo fare, ho sfiorato la vetta, l’ho vista e respirata, è già moltissimo, alle volte penso “Ah! Se solo sapessi fare qualcos’altro!” poi il telefono squilla, prendo una serata e le decisioni vengono rimandate.
Prima o poi però qualcosa mi dovrò inventare, mica posso girare come un pirla fino a settant’anni e, considerando che per fare il wrestler sono vecchio già ora, bisogna proprio che cominci a pensarci.
Riassumendo, oggi sono un comico insonne, sovrappeso, lievemente depresso ma tutto sommato allegro, padre felice, accompagnato ad una donna che non si merita, ex alcolista, ex tossico ed ex marito, mid carder del cabaret…dimentico qualcosa? Si non ci vedo più come un tempo e sono un pessimo atleta, però (e cito) sono ancora qui maledizione!

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Qualcuno me lo spiega?

Posted: 14th January 2013 by Daniele in Riflessioni

L’alluvione che ha colpito Genova il 4 Novembre 2011 ha davvero toccato tutti, ogni genovese ti può raccontare qualcosa di quel giorno, c’è chi ha perso tutto, c’è chi ha perso la vita.

Il punto più colpito è stato il borgo intorno a Via Fereggiano e questa è storia, è negli archivi…poi l’ex sindaco che in quei giorni si è giocata la rielezione, gli angeli del fango, le serate fatte, da artisti genovesi e non, per raccogliere fondi e qui veniamo al punto.

In tutto molti miei colleghi ed io, volti noti e meno noti del panorama comico ligure, abbiamo fatto DECINE di serate, ovviamente gratuite, il cui ricavato andava tutto a chi aveva avuto danni e perdite quel maledetto giorno, la mia domanda è semplice e diretta

DOVE CAZZO SONO FINITI QUEI SOLDI?

A parte quelli consegnati direttamente da noi, gocce nel mare ma pur sempre utili, quelli raccolti attraverso il nostro spettacolo da organizzazioni ufficiali dove sono? In Via Fereggiano non si sono visti, ancora la strada deve essere ricostruita e basta andare a dare un’occhiata per capire che i conti non tornano e io parlo di quello che so, di quello in cui sono stato direttamente coinvolto, il resto non lo voglio nemmeno immaginare, probabilmente mentre pioveva anche in questo caso qualcuno stava ridendo al telefono…

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Lettera aperta ad una ex moglie

Posted: 13th January 2013 by Daniele in Riflessioni

Da qualche tempo sostengo l’associazione dei papà separati liguri, sono uno di loro anche se la mia situazione è nettamente migliore, vedo mio figlio ogni volta che voglio e lo sento costantemente, senza divieti, grettezze o sotterfugi da parte della mia ex moglie che, come me, ha messo nostro figlio in primo piano.

Non per tutti è la stessa cosa, anzi, ci sono padri che subiscono cose assurde, che si ritrovano senza casa, senza figli, senza soldi e spesso senza dignità; questo però non è il caso di Fabrizio Adornato, lui la dignità non l’ha persa, anzi.

Fabrizio è in sciopero della fame da 45 giorni, vuole vedere sua figlia che il tribunale, in barba ad una precisa legge sull’affido condiviso, non gli fa vedere, complici, immagino, gli avvocati e una ex moglie, proprio a lei mi rivolgo

“Signora, senza troppi giri di parole, perchè impedisce a sua figlia di avere un padre? ho parlato con Fabrizio, non mi sembra un pazzo, mi sembra una brava persona, puntualmente versa gli alimenti, lavora. è un carabiniere, cosa può aver fatto di così grave per meritare questo? Non credo sia un mostro, un mostro non fa una protesta pacifica, un mostro agisce senza pensare e fa del male, Fabrizio sta facendo del male solo a se stesso, ho parlato con lui al telefono, aveva una voce flebile, stanca, credo sia allo stremo ma è deciso a non mollare, fino alla fine, vuole davvero questo? Vuole davvero che un domani sua figlia sappia che lei poteva fare qualcosa e non ha fatto nulla? Vada oltre, molli gli avvocati, i giudici e prenda una decisione sana per sua figlia”

Direi che è tutto

fabrizio

Caro diario 3

Posted: 3rd December 2012 by Daniele in Riflessioni
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Quante cose sono successe in questi giorni… Intanto ho cambiato casa, sono sceso di due piani rimanendo nello stesso palazzo, è stato anche più faticoso, perché non smonti proprio tutto, devi solo scendere di due piani… Il risultato è che porti per due piani di scale armadi praticamente interi… Comunque è stato un buon allenamento soprattutto in vista del week end in ICW che avevo davanti.
Negli show ho fatto da presentatore e da comico, niente match questa volta ma ho avuto comunque modo per calcare un pochino il ring e imparare ancora qualcosa dai miei amici wrestler, a Bologna il ricavato è andato al comune di Mirandola per la ricostruzione post terremoto ma, come ha detto il vice sindaco, la cosa più bella è stata regalare una sera di spettacolo e divertimento ai ragazzini di Mirandola arrivati allo show su di un pullman, hanno fatto un tifo pazzesco per tutta la sera e ci hanno contagiato con la loro vitalità. Momento che porterò nel cuore le parole lette da uno di loro,Gabriele, sul ring, mi ha davvero commosso…
Domenica ad Olginate ero il presentatore ufficiale dello show, direi che me la sono cavata, un pò di paura quando sul ring è arrivato il belga The Bull ma per il resto tutto è filato liscio.
Ora sono sul treno con due terzi dei Boiler ovvero Davide Paniate e Federico Basso, stiamo andando a Roma a registrare “Ottovolante”, insomma tre giorni belli intensi, poi si torna a Genova e mercoledì ci sarà il lab…
Piccola digressione, lo scorso mercoledì abbiamo subito una bella flessione delle presenze grazie al l’ennesimo falso allerta meteo, forse sarebbe ora di finirla anche perché c’è il rischio serio di creare una sorta di “al lupo, al lupo” e la volta che veramente l’allenatore sarà vero nessuno più ci crederà e ci scapperà nuovamente il morto…
Chiudo con i soliti due consigli, libro della settimana, sono due “I martedì col professore” su consiglio di Federico Basso e “Pedro, storia di mio padre” su consiglio di Davide Paniate, il film invece “28 giorni dopo”
Baci e abbracci

Caro diario 2

Posted: 23rd November 2012 by Daniele in Riflessioni
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Settimana cominciata davvero bene, Domenica ho partecipato a “Saranno Campioni” a Pisa, il team del quale facevo parte si è portato a casa la vittoria e io ho detto la mia…

Mercoledì dopo nove anni ho ufficialmente ceduto la conduzione del Lab Zelig al mio amico Luca Bondino (riservandomi il diritto di qualche incursione) era tempo di farlo e Luca ormai è prontissimo, però attenzione io sono sempre lì, il capitano è sempre il capitano e mi auguro che nuove e tante soddisfazioni arriveranno per il nostro lab.

Si cambia casa, si scende di due piani, traslochino facile.

Ho scritto un paio di cose ad Aldo Grasso, il critico TV del “currierun” e devo dire che ho incassato l’approvazione di molti colleghi e amici tra cui i comici di “Made in sud” sono belle cose.

Si affollano gli impegni, due show di wrestling in due giorni (1 Dicembre Palabarca, Bologna e 2 Dicembre a Olginate) poi la sera del 2 a Zelig per le prove e l’indomani a Roma per “Ottovolante live”

Libro e film della settimana, consiglio di leggere “I promessi sposi” si, avete capito bene, fatelo come se fosse un libro e non come materia di studio, scoprirete una storia avvincente, dei personaggi unici e un libro attualissimo (il potente che deve per forza farsi qualunque doonna non vi ricorda nulla?) Il film invece “Caro diario” di Nanni Moretti, sempre bello e divertente, rivisto con piacere

Un bear hug a tutti!