Da quando ho cominciato questa avventura nel wrestling la domanda che mi hanno fatto più spesso è stata:”Perchè?”
Sarà perchè a quasi 40 anni uno vuole dimostrare di essere ancora in forma, però in forma non lo sono mai stato (a parte quella rotonda), sarà perchè viene voglia alle volte di realizzare un sogno che avevi da bambino, però volevo fare anche il cantante (tra l’altro ci si fa molto meno male) oppure perchè non sei affatto sano di mente.
Direi la terza, il wrestling non è esattamente uno sport per tutti, è fatto di enormi sacrifici, di dolore, di rinunce, è una bella metafora della vita.
Forse per questo sono stato accolto in ICW con pareri contrastanti, c’è stato chi è andato oltre il comico visto in TV e mi ha aiutato, incoraggiato e sostenuto ma c’è stato anche chi senza troppi giri di parole ma ha detto che quello non era il mio ambiente, di andarmene.
In ICW ci sto bene, imparo in fretta, non ho paura e amo il ring, le prendo e le do, proprio come nella vita.
Mi chiedono ovviamente tutti se è vero o finto, rispondo che se l’unica cosa che ti viene in mente guardando il wrestling è questa, beh, non guardarlo, non lo puoi capire, non fa per te.
Il progetto video su questa esperienza procede con enorme fatica, spesso sono solo a fare tutto e altrettanto spesso sono l’unico a crederci, però presto sarà ultimato e allora davvero vedremo quanto mi sono sbagliato.
Quando ho esordito sul ring, dopo il match, dopo tutto, quando le luci si sono spente e i lottatori stavano tornando a casa ho trovato un sms sul mio cellulare, era di Luca Bondino, un comico del Lab Zelig che dirigo che era presente, come tutti i comici del lab, diceva “Quando lo hai detto tutti hanno riso, ora lo hai fatto davvero e non riderà più nessuno”






